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	<title>PIANO B</title>
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		<title>Chance alle Officine Corsare</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Domenica 20 maggio alle ore 21,30 alle Officine Corsare in via Pallavicino 35 aTorino siete tutti invitati allo spettacolo teatrale Chance, con Andrea Carlo Fardella e Fulvia Romeo. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla nostra Associazione, e &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/chance-alle-officine-corsare/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/chance11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-357" title="chance1" src="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/chance11.jpg" alt="" width="425" height="576" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 20 maggio alle ore 21,30 alle Officine Corsare in via Pallavicino 35 aTorino siete tutti invitati allo spettacolo teatrale Chance, con Andrea Carlo Fardella e Fulvia Romeo. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla nostra Associazione, e ne abbiamo bisogno come il pane. Partecipate numerosi!!!! </strong></p>
<p><a href="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/chance21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-358" title="chance2" src="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/chance21.jpg" alt="" width="413" height="409" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gran Balon</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 17:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 maggio prossimo le volontarie di Nes parteciperanno al GRAN BALÔN con un banchetto per raccogliere fondi. Passate a trovarci!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/GRANBALON.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-348" title="GRANBALON" src="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/GRANBALON.jpeg" alt="" width="250" height="202" /></a></p>
<p align="center"><strong><em>Il 13 maggio prossimo le volontarie di Nes</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>parteciperanno al GRAN BALÔN con un</em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>banchetto per raccogliere fondi.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Passate a trovarci!!!</em></strong></p>
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		<title>Tu stai bene con gli stranieri</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 15:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[silvia]]></category>
		<category><![CDATA[storie volontarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Siham ha 22 anni, una bambina di due anni (bellissima, con degli occhioni neri e lunghissime ciglia) e studia l&#8217;Italiano con me. Qualche mese fa era stata a casa mia per compilare il censimento, e io avevo passato tutto un &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/tu-stai-bene-con-gli-stranieri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siham ha 22 anni, una bambina di due anni (bellissima, con degli occhioni neri e lunghissime ciglia) e studia l&#8217;Italiano con me. Qualche mese fa era stata a casa mia per compilare il censimento, e io avevo passato tutto un pomeriggio a mimare, con estrema difficoltà, tutte  le domande; stanze, bagni, metri quadri, titolo di studio, parentele, erano tutte parole sconosciute per lei, ma a furia di disegnini, mimi, immagini eravamo riuscite finalmente a compilare tutto. Lei era timidissima, non voleva nemmeno sedersi, non mi guardava in faccia e spalancava gli occhi terrorizzata ad ogni termine sconosciuto.</p>
<p>Oggi pomeriggio verso le due &#8211; mi stavo preparando per la lezione di italiano &#8211; mi suona il citofono: era proprio Siham, che era passata a trovarmi per fare la strada con me fino a scuola. E&#8217; salita fin su ticchettando sui suoi tacchi, mi ha fatto i complimenti per le piante fiorite sul balcone, poi mi ha detto, un po&#8217; titubante, che se non disturba qualche volta le piacerebbe venire a trovarmi. Sembrava un&#8217;altra donna rispetto a quella di due mesi fa, sempre timida ma più  sicura di sè e molto più rilassata. Poi siamo uscite e siamo anche andate al bar a prenderci un caffè, perché lei da sola non ci va ma &#8220;con te non mi vergogno&#8221;, ha detto. Poi mi ha detto &#8220;tu stai bene con gli stranieri&#8221;, intendendo in realtà che lei sta bene con me.</p>
<p>Ma è vero che io sto bene con gli stranieri. E sono contenta che loro stian bene con me.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Redde rationem</title>
		<link>http://pianob.altervista.org/redde-rationem/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[michelangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi trovo, ultimamente, di fronte ad una realtà che prima non conoscevo. O meglio, visto che siamo nella Settimana Santa ed è meglio dire la verità, che non volevo conoscere. In fin dei conti è così facile e comodo girarsi &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/redde-rationem/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo, ultimamente, di fronte ad una realtà che prima non conoscevo. O meglio, visto che siamo nella Settimana Santa ed è meglio dire la verità, che non volevo conoscere.</p>
<p>In fin dei conti è così facile e comodo girarsi dall&#8217;altra parte e far finta di non vedere. Ma poi, senza un preciso motivo, ci si trova immessi in una parte di mondo che esiste ed esisteva, dal quale piano piano si viene fagocitati, di cui ben presto ci si sente membri, da cui – dopo – non ci si riesce più ad allontanare.</p>
<p>Ecco che allora incominciano gli esami di coscienza, i bilancî della vita, tutte quelle riflessioni più o meno profonde che però hanno la forza di metterci di fronte una realtà che spesso non ci piace.</p>
<p>A volte ci perdiamo davanti a cose sciocche e di poco conto, facendo tragedie per nulla. Altre, solo per pigrizia fisica o mentale, ci arrendiamo di fronte ad ostacoli che anche una formica riuscirebbe a superare. È sempre colpa degli altri, noi siamo le vittime o ci comportiamo come sto facendo io adesso, parlando al plurale per non ammettere che tutte quelle che ho elencato sono mie debolezze, mie carenze, frutto di una non perfetta gestione della mia vita.</p>
<p>Per fortuna, però, a volte basta la cosa più semplice a riportare la serenità. Il sorriso di una persona a cui hai dato un aiuto per risolvere un problema è ben più gratificante di un falso complimento ricevuto per convenzione, la stretta di mano  di chi aveva veramente bisogno di te è certo più apprezzata della “pacca sulla spalla” che ti dà il tuo superiore perché per merito tuo lui fa bella figura.</p>
<p>Mi fa solo piacere che tutto ciò mi stia accedendo prima che qualcuno mi dica, e succederà, <em>“redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare&#8221; </em>(Luca 16,2).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mercatino dell&#8217;usato e swap party</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[quello che succede]]></category>

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		<description><![CDATA[papier machè &#8211; via santa giulia 33 interno cortile presenta Mercatino dell&#8217;usato e swap party sabato 31 marzo 2012 dalle 11.00 fino alle 17.00  La primavera ti fa venire voglia di cambiare il guardaroba ma le tue tasche si ribellano &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/mercatino-dellusato-e-swap-party/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/swap.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-321" title="swap" src="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/swap.jpeg" alt="" width="255" height="198" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>papier machè &#8211; via santa giulia 33 interno cortile</strong></p>
<p style="text-align: center;">presenta</p>
<p style="text-align: center;">Mercatino dell&#8217;usato e swap party</p>
<p style="text-align: center;">sabato 31 marzo 2012<br />
dalle 11.00 fino alle 17.00</p>
<p style="text-align: center;"> La primavera ti fa venire voglia di cambiare il guardaroba ma le tue tasche si ribellano all&#8217;idea?</p>
<p style="text-align: center;">Una maglia che non ti piace più? Un pantalone che non ti va più?<br />
Portalo al mercatino dell&#8217;usato potrai scambiarlo o venderlo o donarlo<br />
al sermig!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>con il  cuore gonfio di orgoglio</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 15:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[silvia]]></category>
		<category><![CDATA[storie volontarie]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia classe di italiano è allegramente ed anarchicamente composita: nel corso di questi sei mesi sono passate, a volte come meteore a volte con più costanza, nigeriane, congolesi, camerunensi, egiziane, marocchine, rumene e somale. Tutte donne, tutte con una &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/con-il-cuore-gonfio-di-orgoglio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia classe di italiano è allegramente ed anarchicamente composita: nel corso di questi sei mesi sono passate, a volte come meteore a volte con più costanza, nigeriane, congolesi, camerunensi, egiziane, marocchine, rumene e somale. Tutte donne, tutte con una conoscenza minima della lingua e alcune anche con una scarsissima conoscenza della scrittura, sia dell&#8217;arabo che dell&#8217;italiano. Molte non sono arrivate alla terza elementare, alcune sanno un minimo di francese, altre qualche parola di uno strano e incomprensibile anglo-africano; insomma non è facilissimo insegnare loro la nostra lingua, e per me è la prima volta che mi cimento in questa impresa, con notevoli difficoltà.</p>
<p>Lo zoccolo duro delle mie allieve è costituito da tre musulmane (una egiziana e due marocchine) che, sempre puntuali &#8211; spesso in anticipo &#8211; con il loro quaderno ciancicato e due o tre bambini al seguito, con la neve o con il sole si presentano sempre alle lezioni, orgogliosissime del loro essere &#8220;studentesse&#8221;. All&#8217;inizio mi sembravano tre casi disperati: non capivano niente, io non riuscivo a spiegare perché non avevo il tramite di nessun&#8217;altra lingua (parlano solo arabo), facevano una fatica mortale a scrivere con i caratteri occidentali, insomma mi sembrava una partita persa dall&#8217;inizio.</p>
<p>Ma oggi. Oggi.</p>
<p>Mi hanno sciorinato (con ancora qualche difficoltà a distinguere la E dalla I, è vero, ma con una sempre più fluida naturalezza) il presente, il passato prossimo e il futuro semplice dei verbi regolari in tutte le coniugazioni più dei verbi essere e avere. I compiti erano quasi tutti giusti, anche se con ancora qualche incertezza. Io le ascoltavo stupita, e loro sorridevano felici. Ho fatto loro un sacco di complimenti, e loro mi hanno detto che quando vanno in giro (poco, al supermercato, dal medico, a scuola dei figli) adesso capiscono molto di più di quando hanno iniziato, e che io sono una &#8220;molto brava maestra&#8221; e che con me hanno capito un sacco di cose.</p>
<p>Poi Nisrim, due anni, la figlia di una di queste donne, mi ha regalato questo disegno.</p>
<p><a href="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_0520.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-316" title="IMG_0520" src="http://pianob.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/IMG_0520.jpg" alt="" width="1536" height="2048" /></a></p>
<p>Ho il cuore traboccante di orgoglio e di affetto, e vedo con quanta fatica e quanto impegno fanno i loro esercizi, ripetono e riscrivono, e se io suggerisco la risposta mi fermano: &#8220;No!! voglio provare da sola!!&#8221; Non credevo che una così piccola cosa mi avrebbe dato tanta soddisfazione. E mi ci sono affezionata così tanto che oggi, tornando a casa dopo la lezione, vedevo la bellezza.</p>
<p>E mi succede così di rado, ormai.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corso di Lingua dei Segni</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[quello che succede]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cooperativa Allegro con moto organizza corsi di  Lingua dei Segni Italiana (LIS). Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto con noi ai seguenti riferimenti. Telefono 011 – 817.30.49  Fax 011 – 814.60.56      e-mail coordinamento@allegroconmoto.it Chiedere della &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/corso-di-lingua-dei-segni/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La Cooperativa Allegro con moto organizza corsi di  Lingua dei Segni Italiana (LIS).</h1>
<p>Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto con noi ai seguenti riferimenti. Telefono 011 – 817.30.49  Fax 011 – 814.60.56      e-mail coordinamento@allegroconmoto.it</p>
<p>Chiedere della Dott.ssa Lisa Farris</p>
<p>Per chi volesse approfondire la conoscenza della Cooperativa Allegro con Moto, può consultare il sito <span style="text-decoration: underline;">www.allegroconmoto.it</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Distinti saluti.</p>
<h1><strong>INFORMAZIONE </strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si informano tutti gli eventuali interessati, che stiamo organizzando corsi di Lingua dei Segni Italiana (LIS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto con noi ai seguenti riferimenti. Telefono 011 – 817.30.49</p>
<p>Fax 011 – 814.60.56</p>
<p>e-mail coordinamento@allegroconmoto.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiedere della Dott.ssa Lisa Farris</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi volesse approfondire la conoscenza della Cooperativa Allegro con Moto, può consultare il sito <span style="text-decoration: underline;">www.allegroconmoto.it </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Distinti saluti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torneo Primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:23:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[quello che succede]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio sabato 17 marzo, fino al 22 aprile presso i Campi Carmagnola, via Carmagnola 23 Per informazioni: Karam: 3393725977 - Mohamed: 3274986019 Al via il &#8220;Torneo di primavera&#8221; che coinvolge 150 ragazzi all&#8217;insegna della multiculturalità e della fuga dal disagio sociale. attraverso lo &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/torneo-primavera/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<div>
<p><strong>Inizio sabato 17 marzo</strong>, fino al 22 aprile presso i Campi Carmagnola, via Carmagnola 23<br />
<strong>Per informazioni:</strong> Karam: <a href="tel:3393725977" target="_blank">3393725977</a> - Mohamed: 3274986019</p>
<p>Al via il &#8220;Torneo di primavera&#8221; che coinvolge 150 ragazzi all&#8217;insegna della multiculturalità e della fuga dal disagio sociale. attraverso lo sport.<br />
Alle competizioni, che dureranno più di un mese, partecipano dodici squadre maschili, in prevalenza costituite da ragazzi marocchini, e quattro femminili: la squadra musulmana di Amece e le rappresentative di Bolivia, Colombia e Italia.</p>
<p>Organizzazione Amece<br />
In collaborazione con Centro Italo Arabo Dar Al Hikma e la Circoscrizione 7</p>
</div>
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		<title>intelligenti pauca</title>
		<link>http://pianob.altervista.org/intelligenti-pauca/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[michelangelo]]></category>
		<category><![CDATA[storie volontarie]]></category>

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		<description><![CDATA[È inconcepibile che una persona che ha vissuto – seppur di riflesso ma pur sempre ad una distanza più ravvicinata della mia – gli orrori delle cosiddette “teorie sulla razza” faccia, nel XXI secolo, delle distinzioni tra gli umani in &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/intelligenti-pauca/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È inconcepibile che una persona che ha vissuto – seppur di riflesso ma pur sempre ad una distanza più ravvicinata della mia – gli orrori delle cosiddette “teorie sulla razza” faccia, nel XXI secolo, delle distinzioni tra gli umani in base al colore della pelle, al credo religioso o all&#8217;etnia.</p>
<p>Se proprio dobbiamo fare un distinguo, allora dobbiamo essere così onesti da ammettere che non sono le suddette caratteristiche a fare dell&#8217;uomo una bestia, ma piuttosto la sua predisposizione a far del male ai proprî simili, ed a quel punto è meglio non guardarsi troppo intorno, le sorprese sarebbero tante&#8230;e neppure belle, mi sa!</p>
<p>Entrando nel merito di <a href="http://pianob.altervista.org/incontri-ravvicinati-con-la-normalita/">quanto accaduto a Silvia</a>, poi, mi viene la pelle d&#8217;oca: in un luogo come un ospedale, dove difficilmente si trovano persone che “passavano di lì per caso”, dove purtroppo ci si reca perché c&#8217;è qualcosa che non va, dove spesso cadono le barriere del pudore e delle debolezze, dove – insomma – dovrebbe valere la regola che “davanti al dolore siamo tutti uguali”, ecco che la nonnetta, che sicuramente si preoccupa se il suo cane o il suo gatto non mangiano, che si commuove sentendo che a causa del gelo quest&#8217;inverno gli uccellini morivano di fame, se ne esce con frasi vergognose ed indegne. Mi spiace per Silvia che ha vissuto in diretta il fatto, ma mi spiace ancor di più perché chi ha pronunciato quella cattiveria è talmente ignorante che non si è probabilmente resa conto di ciò che ha detto. E dico questo perché spero che in quel momento non  fosse, come si suol dire, “lucida”. Altrimenti è peggio&#8230;</p>
<p>In un periodo in cui l&#8217;odio razziale portò l&#8217;uomo a mettere in pratica nel modo più bieco quanto Hobbes aveva scritto in merito alla natura dell&#8217;uomo, era il 1933, Albert Einstein – nel compilare l&#8217;<em>immigration card </em>per entrare negli Stati Uniti d&#8217;America, alla domanda “razza” rispose “umana”. Nell&#8217;immediato fu, purtroppo, smentito. Ma credo che, seppure in ritardo, sarebbe ora di dimostrargli che aveva ragione&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">michelangelo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontri ravvicinati con la normalità</title>
		<link>http://pianob.altervista.org/incontri-ravvicinati-con-la-normalita/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pianob</dc:creator>
				<category><![CDATA[silvia]]></category>
		<category><![CDATA[storie volontarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ero in ospedale, aspettavo che mi togliessero il gesso. Sì, forse ero un po&#8217; nervosa, spazientita, c&#8217;era un mucchio di gente e il braccio mi faceva un po&#8217; male. Vicino a me c&#8217;era una signora di circa settant&#8217;anni, anche &#8230; <a href="http://pianob.altervista.org/incontri-ravvicinati-con-la-normalita/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero in ospedale, aspettavo che mi togliessero il gesso. Sì, forse ero un po&#8217; nervosa, spazientita, c&#8217;era un mucchio di gente e il braccio mi faceva un po&#8217; male. Vicino a me c&#8217;era una signora di circa settant&#8217;anni, anche lei col braccio rotto, un leggero accento lombardo, e ci stavamo raccontando allegramente le nostre vicendevoli cadute, le difficoltà, entrambe col braccio dritto, fermo, ingessato; avevamo qualcosa in comune, anche se eravamo due sconosciute.</p>
<p>All&#8217;improvviso nel corridoio passa una donna col velo; va per la sua strada, nessuna di noi due sa perché anche lei si trova in ospedale, ma certo se sei lì non è che stai andando a una festa. La signora settantenne smette all&#8217;improvviso di chiacchierare, guarda la donna che ormai è già lontana e borbotta: &#8220;Ma perché non ve ne tornate tutti al vostro paese, dico io&#8221;. Io le rispondo gentilmente, ma un po&#8217; tesa : &#8220;E perché? Che cosa ne sa lei di quello che questa donna fa qui? Del motivo per cui si trova in ospedale, o in Italia, o alla portata della sua vista?&#8221; E lei : &#8220;Non mi interessa perché è qui, io sono razzista, e voglio che se ne vadano via tutti&#8221;</p>
<p>Io mi alzo dal mio posto accanto a lei e le dico: &#8220;Anche io sono razzista, e non ho nessuna intenzione di stare ad ascoltare i suoi malanni, perché non mi interessano. E anche io vorrei che lei se ne tornasse al suo Paese. Lei mi infastidisce&#8221;. La signora è ammutolita, sorpresa e forse un po&#8217; spaventata dalla mia reazione così repentina, e mi ha guardato a bocca aperta.</p>
<p>Dopodiché mi sono spostata da un&#8217;altra parte, su un sedile in pieno sole dove faceva un caldo pazzesco.  Ma tutto avrei sopportato pur di non stare vicino a lei. Perché so che quello della signora è un sentire comune, condiviso, acritico e fastidioso, so che molti lì intorno le avrebbero dato ragione, e io non riuscivo a sopportarlo.</p>
<p>Forse ero un po&#8217; nervosa, spazientita, c&#8217;era un mucchio di gente e il braccio mi faceva un po&#8217; male. Forse.</p>
<p>Silvia</p>
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